Tra gli itinerari culturali della zona segnaliamo:

L'Antico Chiostro di San Domenico a Taranto. Il
convento di S.Domenico, nella sistemazione attuale risale
alla meta del XiV secolo. Fu edificato, dopo un
cinquantennio dell'omonima chiesa. I restauri condotti dal
1989 al 1994 hanno portato alla luce la presenza umana
risalente al neolitico, a partire dal VI e fino al IV
millennio A.C Il chistro , a pianta regolare, con bracci
caratterizzati da volte a crociera, presenta colonne
ottagonali con capitelli a foglie angolare realizzati nel
carparo locale. Della decorazione pittorica delle
superfici murarie, in origine intonacate, sono ancora
visibili sulla parete orientale, deboli tracce relative a
soggetti di carattere religioso. La frequentazione romana è
attestata quasi esclusivamente da due frammenti di
architrave iscritti.
Chiesa San Martino a Martina Franca: costruita nella
metà del settecento
rappresenta il portato più significante
del barocco martinese.
Il suo verticalissimo prospettico è come una scalata al
cielo attraverso l'impegno e le fatica delle oscure
maestranze locali. Guardando la facciata al tramonto del
sole, quando la luce investe con effetti cromatici il
vortice centrale, corposa immagine del battesimo di carità
del Santo Patrono, si ha la sensazione di esser avvolti e
compenetrati da una irresistibile esaltazione, tra le
lusinghe delle pietre scolpite.
All'interno della chiesa si possono ammirare le
tele:l'Adorazione dei pastori, San Raffaele, la Madonna di
Costantinopoli, la Pentecoste, infine il Cenacolo di
Domenico Carella. Sovrasta nel Cenacolo la vocazione del
pittore a riprodurre l'ambiente locale:la lucerna, i tipici
recipienti per l'acqua e il vino, il cane che lecca i
piatti, in primo piano.
Splendido invece è l'Altare maggiore, costruito nel 1773. E'
l'esemplare più bello a Martina di scultura raffinata.
E' un opera vibrante di luce, volumetricamente slanciata, a
marmi policromi, in uno spazio misurabilisssimo, vivificata
dalla chiarezza formale delle statue della Carità e della
Speranza, dove la luce lievita la plasticità marmorea.
Insieme al Battistero scolpito nel 1773 da Crescenzo
Trinchese, rappresenta uno dei vertici dell'arte a Martina.

Il Castello Episcopio a Grottaglie a ridosso del
quale si snoda il caratteristico Quartiere delle ceramiche (
in dialetto grottagliese li cameni)
Il borgo antico (la Schiavonia) a Mottola è un
esempio di architettura spontanea. Mottola è anche il centro
pugliese che vanta il piu alto numero chiese rupestri. Nella
gravina di Petruscio che si snoda per tre km offrendo la
testimonianza di un antico villaggio rupestre risalente
almeno
al XIII sec. e ricco di vegetazione di cui spicca il Pino
d'Aleppo.
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